La miglior alleanza per Fiat

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Molti analisti avevano indicavano PSA come il prossimo partner per Fiat avendo già al momento alcune alleanze in essere nei veicoli commerciali. Peccato che ci si sarebbe trovati con una fortissima sovrapposizione di marchi e di modelli delle rispettive gamme Fiat, Citroen e Peugeot che si aggiunge alla presenza di vari accordi esterni di PSA: la condivisione con Ford nei motori diesel sia di piccola e media cilindrata (1,4-1,6 e 2,0-2,2 litri), con Jaguar per i V6 diesel e con Bmw per quelli benzina di 1,6 litri.

A suffragare questa incompatibilità rientra anche la recentissima alleanza tra PSA e GM con l’acquisizione da parte di quest’ultima del 7% della Casa francese.

Vi sono altri possibili partner molto più interessanti sia per una questione geografica che di volume. Siccome Marchionne ha parlato di un possibile alleanza europea vedo in Volvo uno dei possibili partner, poiché ha volumi non particolarmente elevati (circa 400’000 veicoli), necessita disperatamente di condividere motori, cambi, piattaforme e componenti ed è di proprietà della cinese Geely. Marchionne potrebbe offrire pianali per i segmenti compatti e le economie di scala necessarie per rendere economicamente competitive le Volvo anche nei segmenti medi, in cambio potrebbe garantirsi un accesso facilitato al mercato cinese senza dover intraprendere la costruzione di una rete di vendita e di assistenza che richiederebbe molto tempo e denaro (Fiat ha già perso troppo tempo in Cina!).

Non bisogna, poi, trascurare il know-how di Volvo nella sicurezza e lo schema a trazione anteriore con motore trasversale delle auto del marchio scandinavo, disposizione meccanica che ritengo vincente nel prossimo futuro con la diffusione della trazione integrale ibrida (con motore elettrico al posteriore senza differenziali e alberi di trasmissione).
Rimanendo in Europa credo che vi sia di nuovo la possibilità dell’acquisizione di Opel da parte di FiatChrysler, poiché il marchio tedesco è diventato un peso per GM e risulta essere schiacciato dal basso da Chevrolet e, con l’imminente ingresso ufficiale in Europa, da Cadillac dall’alto. L’integrazione sarebbe molto veloce disponendo già di diverse collaborazioni in essere (motori diesel e piattaforma SCSS di Grande Punto e Opel Corsa) e non prevederebbe la cessione di know-how a concorrenti cinesi, parte di queste conoscenze sono già di Fiat avendo già collaborato insieme per diversi anni.

Il quadro non sarebbe completo se non si tenesse in considerazione un partner asiatico, l’amministratore delegato di Fiat e di Chrysler dimostra molta attenzione verso l’andamento macroeconomico internazionale, perciò un possibile partner potrebbe essere la “piccola” Mazda, Casa che risente molto fortemente dell’apprezzamento della moneta giapponese e, come per Volvo, si sta sforzando moltissimo per ottenere la maggior condivisione di componenti tra le proprie auto e tra i componenti stessi, come nel caso della realizzazione dei motori sulla medesima linea produttiva. Il milione di veicoli prodotti da Mazda farebbero molto comodo a Fiat per raggiungere i famosi 6 milioni di veicoli, soglia di buona redditività individuata da Marchionne già tempo fa. Inoltre, come ho espresso nell’articolo di gennaio La cenerentola Mazda , le tecnologie Sky-Active dell’azienda giapponese sono assolutamente all’avanguardia. Da non sottovalutare il V6 Pentastar che potrebbe tornare comodo a Mazda così come la possibilità con lo Yen forte di produrre le vetture piccole in Europa su piattaforme comuni e di aumentare quelle negli Stati Uniti (ora è prodotta solo la Mazda 6) producendo auto per FiatChrysler.

Non bisogna poi dimenticare Suzuki, alleanza che sarebbe stata perfetta al posto di Tata come suggerii già nel lontano 2006 quasi fossi una “cassandra al maschile” ( Alleanza Fiat-Suzuki molto fattibile ). L’azienda del Sol Levante confidava molto nel successo della berlina Kizashi nel mercato americano che non è arrivato anche per la mancanza di un motore V6 a 60° (che VW non ha poiché dispone dei V6 con 90° realizzati sulle medesime linee produttive dei V8 o i vecchi VR6 con angolo tra le bancate di 15°). Anch’essa risulta in difficoltà per lo yen forte che pesa sull’elevata produzione in patria, perciò FiatChrysler potrebbe realizzare le auto giapponesi nei propri impianti produttivi.

Ad alimentare le possibilità di un’alleanza asiatica vi sono le parole di Marchionne nell’incontro con la stampa all’assemblea dell’Acea a Bruxelles, l’amministratore delegato di FiatChrysler si è dichiarato aperto a varie opportunità comprese Mazda e Suzuki citate dal giornalista (ma da dove avrà mai preso il nome di Mazda visto che non era mai saltata fuori prima di gennaio??).

Purtroppo, però, Suzuki rimane ancora legata a Volkswagen, ma se l’arbitrato per la risoluzione dell’alleanza si concludesse nel giro di poco tempo penso che la Casa giapponese possa essere il miglior partner, ma non credo possa essere l’unico!

Non incorrerete nell’errore di pensare che Marchionne si limiterà alla ricerca di un partner, sono convinto che l’amministratore delegato sia alla ricerca di un partner per l’Europa ed uno per l’Asia e i migliori a livello industriale siano rispettivamente Opel e Suzuki.

Enzo Ceroni – Hainz 05/03/2012


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6 Commenti

  1. Non dimentichiamoci Honda(grande incognita,non si capisce un tubo di come si muove).

  2. Ok..ho cercato e direi che il gruppo honda è in costante flessione in europa comunque resiste in alcuni mercati tipo quello inglese.
    La civic(appena rinnovata)cmq ha numeri bassi,la Jazz ha un suo mercato(molto ben studiata,con diverse varianti,manca diesel)cmq ha numeri bassi,il cr-v appena rinnovato (vedremo),la legend in eu non ne parliamo,l’accord invece nonostante la nascita recente(2008) ha numeri bassi e per l’fr-v non ho dati..
    Io direi che i presupposti ci sono!L’unico motore a gasolio che hanno è il 2.2,li manca tutto il resto della gamma,dal 1.3 per la jazz al 1.6 per la civic..Per come la vedo io,possono affiancarsi in europa al gruppo fiat per diversi motori e pianali..Adirittura possono sviluppare assieme i prossimi monovolume town/country il pick up medio e la legend..Sfrutterei uno stabilimento asiatico per produrre una segmento A in condivisione e da importare successivamente in EU a marchio fiat..
    Anche se sembra messa male(dal mercato eu sembra spacciata)ha moltissimi impianti in cina..se all’inizio della ricerca pensavo fossero messi male,ora credo che siano invece adeguatamente coperti in n.america e asia..peccano invece nello stagnante mercato europeo e non hanno diesel al di sotto del 2.2..

    • Honda così come Mazda punta al mercato interno e a quello americano come dimostra la CR-V che ha un’estetica pensata per quel mercato. Costruire un diesel piccolo oltre a costare moltissimi soldi non è nell’ottica di Honda nè di Toyota che vede nell’ibrido la soluzione, tanto più che il generale inasprimento dei limiti sulle emissioni renderanno ancora più costoso il diesel, ricavare il 1,6 dal 2,2 è fattibile, ma un 1,3 penso sia eccessivo.
      Per l’Europa penso che il problema di Honda sia più sul piano estetico come nel caso di Accord, soprattutto la station…sembra veramente un cassone da morto!
      Con Fiat la convergenza potrebbe avvenire per la trazione poteriore di segmento E, l’Acura RL non ha avuto successo in america mancando anche motori V8, nei truck e nei monovolumi. Sugli stabilimenti penso che Fiat ha l’assoluta necessità di riempire i suoi prima di andare a produrre lontano (con tasso di saturazione attualmente anche sotto al 50%), inoltre l’aumento delle vendite in Asia sarà coperto con questi impianti produttivi.

  3. No,io dico che il 1.3 e il 1.6 possono essere presi da fiat,non farli da soli..per questo dico che hanno un buco di gamma..faranno fatica a vendere il 2.2 sulla civic,che di versioni la jazz ne ha molte dalla Hybrid alla benzina ma manca un piccolo diesel.
    Acura non l’ho toccata perchè deriva strettamente da honda,è si marchio nobile ma non vende..uno dei motivi è quello citato da te sopra..Quindi a pensarci bene il gruppo può interagire con fiat..Penso alla nuova jazz al nuovo suv su base civic e al pick-up honda venduto in america,alla sua ammiraglia ecc ecc..
    Come da te descritto,fiat non si muove per ora in acquisizioni ma in accordi commerciali..mazda può darli molto,come volvo come honda..tuttavia bisogna vedere la filosofia dei gruppi..senza dimenticare del gigante mitsubishi.
    Per il discorso degli impianti io sono sostenitore che pomigliano non andava salvata.

    • Se ci fosse stato un accordo sicuramente il diesel potevano essere presi da Fiat, anche se penso che l’incidenza del diesel calerà nei prossimi anni come ho spiegato nel precedente intervento. Io penso che Fiat farà un’alleanza in Asia (probabilmente con Suzuki se si risolve l’arbitrato) e una in Europa con Opel (fors’anche un’acquisizione) che risulta essere fondamentale per condividere i costi delle piattaforme del segmento B, non a caso Marchionne ha detto nell’incontro con la stampa al salone di Ginevra che la stanno sviluppando, ma stanno cercando di renderla vantaggiosa economicamente.
      Noto che tutti parlano della Fiat, dei soldi che sono stati dati alla Fiat dimenticandosi cosa succede negli altri Paesi (come ad esempio la Serbia), ma Marchionne ha capito il “nostro” modo di pensare e non chiede interventi come incentivi. Rientrare a Pomigliano è stata una scelta anche politica, ma non bisogna dimenticare che l’impianto polacco non so se avrebbe retto l’aggiunta di Ypsilon nuova insieme a Panda vecchia e nuova, oltre al fatto che togliendo Panda nuova (la vecchia continua ad essere prodotta), si crea lo spazio per un’eventuale auto anco più piccola, la Topolino dove il prezzo risulta ulteriormente determinante.

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