Alfa Romeo 4C e “le altre”

Alfa Romeo 4C

Finalmente è arrivata la prima comunicazione ufficiale per la realizzazione del capolavoro 4C di Alfa Romeo. Non si tratta di una comunicazione ufficiale per la commercializzazione, quanto del luogo in cui saranno assemblate e la cadenza annuale con cui saranno realizzate dal maggio 2013: 2’500 unità nell’impianto Maserati a Modena che perde la nuova Quattroporte, ma guadagna una “specialities”, per di più realizzata con una vasca centrale in fibra di carbonio.

Se siete stati attenti alle parole che ho utilizzato potreste aver supposto ad un “arretramento produttivo” dell’impianto modenese, in realtà non si dovrebbe trattare di ciò in quanto anche la Quattroporte era assemblata e non prodotta; sicuramente i volumi saranno inferiori, ma non poi di tanto dato che i volumi di vendita stimati per il 2012 per tutte le Maserati sono di 5’600 unità! In più anche per Quattroporte così come per Granturismo ( 15’000 esemplari dal lancio 5 anni fa) e Grancabrio, realizzate entrambe sulla medesima piattaforma della berlina, è assemblata a Modena dopo un bel peregrinare nel Nord Italia come avevo spiegato nell’articolo Le Alfa in America – prima parte.

Purtroppo, però, credo che la data non sarà rispettata poiché la società che fornirà la vasca centrale in carbonio è stata appena costituita e non ha ancora iniziato la realizzazione delle linee produttive. Si tratta della Tta che riassumerà 160 operai, cioè parte della forza lavoro derivanti dal fallimento della Benfil di Airola, comune campano in provincia di Benevento. L’investimento è di 15 milioni di euro da parte di Paolo Scudieri, proprietario del gruppo Adler (fornitore di Fiat e anche Maserati) e da Michele Ferrante che è il numero uno dell’azienda Mlc che si dedica a componenti aerospaziali.

Risulta quindi difficile credere che si possa avviare la produzione nei tempi prospettati dal comunicato Fiat, a maggior ragione se consideriamo che non si sono ancora visti muletti girare attorno all’Elasis di Pomigliano o a Torino…

Ma passiamo all’auto. Si tratta di un coupè e possibilmente di una versione Spider con motore posteriore centrale disposto trasversalmente, così da poter utilizzare senza modifiche motore e cambio dalla produzione di massa a trazione anteriore. Sostanzialmente si tratta quindi di una concorrente di Lotus Elise nelle versioni più potenti e pesanti, poiché ritengo molto difficile che il peso possa essere di molto inferiore alla tonnellata (potrebbe essere sui 930-950 chilogrammi), soprattutto disponendo di un motore turbo che può arrivare a 300CV. Il motore dovrebbe infatti essere un nuovo 1,8 in alluminio con canne in acciaio derivato dall’esperienza del 1750 turbobenzina dal quale eredita l’esperienza (Scavenging) e forse qualcosa di più, dovrebbe infatti essere una versione rivista e in alluminio del Pratola Serra (che è in ghisa); dovrebbe quindi mantenere purtroppo lo scarico anteriore, senza quindi seguire la strada di Volkswagen che ha voluto cambiare la posizione dello scarico sui propri motori benzina per migliorare il warm-up, l’ingombro e probabilmente anche l’altezza del motore (ancor più importante su una sportiva come 4C). Abbinato al cambio a doppiafrizione C635 TCT che impone una coppia massima di 350Nm di coppia (il precedente 1750 dispone su Giulietta Quadrifoglio Verde di 340Nm nella versione da 235cv), purtroppo non vi è la possibilità del manuale che sarebbe piaciuta a molti puristi, non penso per problemi tecnici visto che il TCT ha la stessa campana della versione manuale.

La vasca centrale, come detto, sarà in carbonio, ma si è preferito utilizzare l’alluminio per i telaietti anteriori e posteriori così da diminuire i costi aumentando un poco il peso, non si sa ancora nulla di certo per quel che riguarda le sospensioni anche se la concept prevedeva sospensioni a quadrilatero all’anteriore e McPherson al posteriore, mentre Elise dispone dei quadrilateri sia davanti che dietro.
Al salone di Ginevra 2011 si parlava in maniera informale di un prezzo di circa 40’000€ a fronte di un peso dichiarato di 850kg, Autocar sostiene un prezzo di 45’000€ mentre Top Gear parla di 45’000 sterline (quindi 53’000€) e di un peso di 900kg con il motore da 230cv. Sinceramente penso che il prezzo sia l’ultimo dei pensieri e problemi, anche perché una produzione di sole 2’500 unità di un’auto così bella sarà esaurita ancor prima di essere commercializzata, specialmente se sarà venduta anche in America e Cina! Forse il vero problema sarà nella produzione eccessivamente contenuta e nel prezzo sul quale poteva essere rivisto un poco al rialzo (penso ad esempio a 55’000€ per la versione da 230cv per una versione manuale e ad buon 65’000 per la versione da 300cv con cambio a doppiafrizione), così da non rischiare di andare quasi in passivo come avvenne per 8C coupè….

Ma cosa trascinerà quest’Alfa? Giulietta? Sicuramente! MiTo? Forse, visto che è in forte crisi di vendite. Purtroppo, però, la gamma Alfa è tutta qui, quando da una “speciality” come questa potrebbe avere ottimi ritorni per una berlina e una station wagon “Alfiat” (quindi a trazione anteriore) e anche un Suv che, però, non sono ancora stati approvati!

Anche con l’arrivo di 4C penso che manchi nella gamma Alfa un Duetto, perché quest’auto risulta essere eccitante e sportiva, ma è priva di quello charme che potrebbe avere un’auto come il Duetto con il suo cofano lungo e l’abitacolo arretrato come ottimamente rappresentato dall’amico Alessandro Masera a corredo del mio articolo Un’Alfa conciliando economie di scala e prodotto. Sicuramente ci sarebbe lo spazio per entrambe le vetture, anzi anche per altre 3!

L’amministratore delegato sia di Alfa che di Maserati Wester ha anche parlato della possibilità di realizzare anche una Maserati “entry-levet”, più piccola di Granturismo e più sportiva, forse ha intuito che vi sono delle enormi potenzialità per poter realizzare un’antagonista di 911 (una rivale significherebbe scontrarsi sul medesimo campo…con disposizioni meccaniche simili) sfruttando la flessibilità produttiva delle scocche in carbonio attraverso l’allungamento del telaio posteriormente così da poter alloggiare motori V6. Quest’auto si inserirebbe perfettamente nella gamma di Maserati andando a posizionarsi ben al di sotto come prezzo della F458.

Sarebbe poi fantastico quanto impossibile rivedere una Lancia Stratos, peccato che Fiat abbia sempre avuto poca attenzione nei confronti di Lancia che ha da sempre fatto bene, sebbene sia sempre stata la cenerentola di casa Fiat e sulla quale si è sempre investito poco (solo auto di derivazione Fiat). Una dimostrazione di ciò è il fatto di non aver rinnovato i diritti sul nome Stratos, prontamente depositato da una piccola realtà artigianale di design austriaco: la Fenomenon. Permette, però, di fantasticare un attimo, perché sin da piccolo sognavo sia la Delta Integrale che la Lancia Stratos. Oggigiorno se Lancia fosse il marchio “Granturismo” e tecnicamente avanti avremmo una Stratos derivata sì da 4C, ma con peculiarità tecniche nuove, degne della concept NSX di Honda e cioè la trazione integrale realizzata con due motori elettrici all’anteriore, diventando, quindi, la bandiera tecnologica con questa efficace quanto efficiente trazione integrale ibrida…

Manca un’auto delle tre e di questa si vociferava già al salone di Ginevra, si tratta di una versione Fiat della 4C, o, meglio, una versione d’ingresso con marchio Abarth, magari con il piccolo 1,4 turbo da 170cv Multiair. Il nome potrebbe essere ripreso dalla storia Fiat: X1/9, quella strana auto che ottenne un incredibile successo in America pur derivata da una 128 disposta al contrario!

Enzo Ceroni – Hainz 04/05/2012


«
»

Taggata come: , , , , , , , , , ,

19 Commenti

  1. Ma se il gruppo vuole sviluppare più auto in fibra di carbonio ma perchè non rilevare tale società che si è appena costituita così da avere un proprio reparto che fa esperienza e sviluppo a stretto contatto con i marchi interessati del gruppo? Lancia purtroppo come dicevi è bistrattata, peccato ha enormi potenzialità inespresse.
    Di auto con vasca in fibra di carbonio dovevano uscirne 3, a marchio Alfa, Maserati e Abarth, chissà poi cosa uscirà davvero. Si diceva anche che Abarth sarebbe diventata un proprio produttore di auto.

    • Perché le competenze tecniche le potrebbe avere la MLC che lavora nel campo aerospaziale e quindi dovrebbe avere le competenze necessarie per il carbonio. Sullo sviluppo penso che in Elasis l’abbiano eccome visto che insieme a Sbarro hanno progettato la bellissima Alfa Romeo Diva con scocca e la cellula centrale sono in carbonio… E credo che anche in Abarth vi sia del know-how sul carbonio, non tanto legato alla produzione delle attuali Abarth, quanto per la creazione sotto tale direzione di una struttura dedita alla ricerca sui materiali leggeri e compositi.
      Purtroppo tra il dire il fare penso che saremo fortunati se vedremo questa Alfa Romeo 4C, ma soprattutto chissà quando!

  2. Butto lì una mia fantasia, pensa se Fiat acquisisce Mv Agusta che colpo da, oltre a rispondere al gruppo vag, inserisce nel proprio palmares anche l’altra ferrari ossia quella a 2 ruote così viene definita la Mv Agusta. Avrà la ferrari a 4 ruote e quella a 2 ruote. Oltre ad un ritorno di immagine nulla altro arriverà per Fiat da questa acquisizione.

    • Penso che l’acquisto di Ducati da parte di Audi sia più un capriccio del presidente Piech più che una volontà strategica, alla fine i motori sono abbastanza diversi, perciò non so quanto travaso vi possa essere… Inoltre Volkswagen si trova in una condizione economica decisamente migliore, oltre al fatto che non è impegnata con tutte le sue forze a costruire un gruppo unico, forte e omogeneo tra le due sponde dell’oceano Atlantico.

  3. Questo è palese che uno è un gruppo affermato che fattura molto più dell’italiano ma come ho premesso è una mia fantasia.

  4. ciao ad entrambi.. avevo sentito parlare di un telaio monoscocca in composito fornito da Dallara..
    visitando l’azienda con l’UNIMO (2008) vidi in produzione e sul banco di simulazione telaio il monoscocca in composito della X-bow.. Dallara è una bella azienda.. libera.. con le idee chiare.. forte nell’esperienza di telai formula in composito per le INDY..
    Visitando anche Pagani (2006) ricordo di aver visto molto composito ma non strutturale.. Oracio P. fu il primo a parlare di compositi in Lamborghini i primi anni ’80.. la sa lunga sui compositi..

    Tamburini, uno dei fondatori di BIMOTA, disegnò la bella F4, ancora molto attuale.. MV ha il reparto R&D a Valdragone di RSM credo, per ora, siano concentrati sulla naked Brutale che va per la maggiore..

    Grazie dell’ascolto.
    zJ

    • Non la producevano loro, Dallara ha sviluppato l’auto e ha assemblato le prime 100. Sicuramente la dimostrazione della validità degli ingegneri italiani.
      Penso che sia giusto che Fiat sviluppi al proprio interno anche lei un reparto sul carbonio, così come altre aziende italiane.

  5. Oppure ne acquisisce uno esterno di reparto.

    • Acquisire vuol dire che qualcuno te lo vende, e automaticamente vuol dire che vuole monetizzare o che quel reparto/società non funziona come dovrebbe.
      Come scritto oggi sul sito di Quattroruote un socio ha una società che è nel campo dell’aeronautica/aerospaziale, perciò ha esperienza nella produzione dei compositi, partire da zero in Fiat probabilmente sarebbe stato impossibile per poter rispettare i tempi del lancio dell’auto (che già penso saranno ritardati).

  6. Comunque speriamo che la facciamo anche se il programma non sarà rispettato. Oggi hanno fatto uscire un’altra versione della mito la upload, che pena. Speriamo bene. Comunque mi auguro che la nuova 500 e mito sia pensate per alloggiare motori 1.6 e 2.0 visto che si devono confrontare con mini e a1.

    • Considera che su Grande Punto c’era inizialmente il 1,9 diesel da 130cv poi sostituito dal 1,6 da 120cv. Inoltre la MiTo GTA che era in sviluppo aveva il 1750 turbo da 230cv, perciò non credo che ci siano problemi di ingombro.

  7. Allora non dare la possibilità di poterla ordinare con quei propulsori secondo me è un errore.

    • Considera che ci sono anche dei costi di omologazione, di addestramento del personale per le riparazioni e di mantenimento dei pezzi di ricambio nelle officine. Una dimostrazione di ciò potrebbe essere l’utilizzo di versioni del 1,8 turbo Audi con 120cv su A4 al posto della realizzazione di una versione longitudinale del 1,4 turbo che è più parsimonioso e che comunque muove egregiamente Passat, ma anche in grandi monovolumi come Sharan.

  8. Comlimenti per la trasmissione, anzitutto… intendo dire info a tutta manetta e da vero insider. Da profano, però, questa 4C mi sembra più che altro un’operazione di marketing finalizzata alla valutazione del brand Alfa Romeo, ormai ridotto a mera immagine. Il prodotto è passato quasi in secondo piano e chissa mai se, come già trattato in altre parti del blog, tornerà ad essere in primo piano, restando in mani italiane. Per quanto paradossale, questa 4C ne è la dimostrazione considerata la tiratura da cantinaro e con sviluppi “Abarth X1/9″ quantomeno improbabili. Le tanto denigrate derivazioni, limitate al solo motore certo, le si potrebbe tranquillamente ravvisare anche in questa 4C; solo che la X1/9, pur in un settore di nicchia, ed insieme alla 124 Spider America, ha tenuto banco per diversi anni e con volumi decisamente superiori, perchè, appunto, non era un prodotto da cantinari; con tutti i compromessi e le razionalizzazioni industriali del caso. Altrimenti prendiamo in considerazione pure la Grifo di Bonomelli…

    • Potrà anche essere un’operazione di Marketing, ma meccanicamente è molto valida sia per la scocca in carbonio che l’utilizzo di motori anteriori centrali trasversali che stanno tornando “di moda”, purtroppo quello che manca sono le auto, le berline e i Suv che questa 4C dovrebbe spingere, tutti modelli sempre più procastinati ne tempo. Da notare che anche l’Alfa Romeo Diva che disponeva del Busso aveva un medesimo schema meccanico (a parte il V6) e così saranno anche la Honda NSX nella quale sarà aggiunto un motore elettrico nel cambio a doppiafrizione e uno (o più d’uno) all’anteriore per rendere la trazione integrale (Porsche su 918 fa uguale, ma con motore longitudinale per condividere parte della meccanica con le altre).
      Il fatto che i volumi siano bassi deriva dal fatto che non vi esperienza industriale sul carbonio e non si sa come verrà valutata dal mercato, meglio un investimento piccolo e di nicchia che di sicuro non ha rischi, che imbattersi in un insuccesso, anche se devo ammettere che i volumi sono veramente bassi, troppo bassi! Anche per un’auto “bandiera del marchio” come questa! E anche il prezzo fors’anche eccessivamente basso non aiuta!
      Su X1/9 io ricordo che era una 128 “girata” meccanicamente e fatta anch’essa in produzione semiartigianale da Bertone, 124, invece, era un’auto di un’altra epoca….

      • Io prevedo che il mercato, quello vero, non la prenderà neanche in considerazione. Se i 500 esemplari della 8C sono andati a ruba nelle mani dei collezionisti, qui la velleità del progetto suggerirebbe semmai di mantenere i numeri da cantinari previsti, anzi, se possibile riducendoli, così da fare della tiratura limitata la principale attrattiva di quest’auto. Per la sua reale funzione, in realtà, sarebbe bastato produrne anche una sola, un concept, una show car o poco più. Se questa 4C ballerà un’estate sarà già tanto; l’anno dopo già non se ne ricorderà più nessuno. La X 1/9 ha ballato per 18 estati, 10 delle quali prodotta dalla Fiat ed altri 8 dalla Bertone; non proprio una produzione artigianale quindi, considerata la media di 1’000 esemplari l’anno. La 124 Spider, prodotta da Pininfarina, con la sua ultima versione è arrivata fino al 1985, ha ballato per 20 anni, ed ovviamente è stata concepita prima, ma commercialmente le due Fiat sportive hanno convissuto per 14 anni. Il telaio della 4C è sostanzialmente una vasca con due appendici telaistiche di alluminio all’anteriore e al posteriore, che spero siano rigorosamente incollate, perché se ci fosse anche una sola vite sarebbe semplicemente ridicolo. Certo, manca la gamma Alfa Romeo per sortire l’effetto traino, ma in realtà, come giustamente osservi in altra sezione, non servirebbe comunque e niente, per la semplice ragione che questa è un’operazione finalizzata unicamente alla valorizzazione economica del brand, con investimenti irrisori rispetto alla risonanza mediatica ottenuta. Un risultato non di poco conto per chi si occupa di finanza e brand management, ma certamente irrilevante per chi fa della produzione di automobili il suo mestiere. Da alfista, sinceramente, non posso che sentirmi preso per i fondelli.

        • Se effettivamente 4C rispetterà le dichiarazioni in quanto a peso (sotto i 1000kg), prestazioni e costo (45’000€) penso che non avrà problemi ad imporsi nel mercato. Soprattutto se saranno aperti i mercati dei ricchi americani e dei nuovi ricchi cinesi, dove un costo superiore avrebbe forse sortito un’effetto positivo, soprattutto perché penso che prima ancora che sia commercializzata la produzione di 1 anno e mezzo sarà completamente prenotata (quindi 3’500 vetture). Vedremo se avrò torto….

  9. Sinceramente, Enzo, non posso che augurarmi che tu abbia ragione, anzi credo che, al di là d’ogni provocazione, l’avrai proprio. Non posso che rinnovare l’apprezzamento per la tua competenza, per il tuo sito.

    • Non sono del tutto convinto, perché comunque un minimo di gamma deve averla, almeno quando c’era 8C di auto in gamma c’era qualcosa di più….vendibile (Brera, Spider e 159). Mi fa piacere che apprezzi e se hai qualche richiesta per qualche articolo in particolare non esitare a scrivermi! Ovviamente se riesci diffondi agli amici ed appassionati il sito!

Invia una Risposta